IL MATERIALE. L’ACCIAIO:

LA LAMIERA TAGLIATA A LASER

La lamiera di ferro, modellata attraverso il taglio laser, è l’unico materiale utilizzato per gli elementi divisori e per le Unità di Arredo. Nonostante il ferro sia l’elemento più abbondante in natura, la sua diffusione è lenta e difficile dal punto di vista storico, ma è inesorabilmente legata alla capacità dell’uomo di “maneggiare” e domare tale metallo. Plinio il Vecchio ci fa sapere che ai suoi tempi, I sec. d.C., il ferro era molto ricercato ed il suo valore superava quello dell’argento. Ma senza andare molto lontano era il 1909 quando Marinetti sottolineava in più occasioni il fascino della “solidità di una lastra di acciaio” ed auspicava la costruzione di città fatte di muri di ferro, di mobili di acciaio. Vetro temperato, plexiglass e acciaio inox, di volta in volta completano il sistema compositivo dell’oggetto. Ciascun materiale è utilizzato nel rispetto delle proprie caratteristiche meccaniche ma anche espressive; la loro connessione è evidenziata da un sistema di collegamento (bullonatura, incastro ecc..) che tende a sottolineare le “singole parti” del sistema. Questo è il risultato di una operazione di smontaggio e di scomposizione del Tipo, e di una successiva ricomposizione in nuove forme; piani verticali ed orizzontali, di ascendenza olandese, forme geometriche elementari esaltate dal taglio netto precisissimo e “brutale” del laser, costituiscono la sintassi del processo di progetto. La natura del sistema costruttivo, quindi, già si predispone ad assumere un valore compositivo ed estetico attraverso l’enunciazione della sua stessa qualità di “materia” modellabile con strumenti meccanici. La macchina è essenziale nella fase di modellazione della materia; essa consente di ottenere forme perfette che conferiscono all’oggetto una algida e “fredda” eleganza. Ma la mano dell’uomo torna e nella fase di verniciatura essa, attraverso la fluidità del tratto della pennellata, mai uguale al precedente, conferisce “umanità” ed unicità all’oggetto perché questo diviene custode e testimone di una presenza ancora forte della padronanza di un mestiere. La lamiera di ferro è oggetto, quindi, di una riflessione e di una sperimentazione sulle sue possibilità di modellazione. Si attiva un contrasto che in teatro è sempre giudicato molto stimolante e affascinante; la non corrispondenza tra la percezione visiva di estrema leggerezza, e la rigidità e la pesantezza della sua oggettuale strutturalità. Ogni Unità di Arredo è un piccolo blocco plastico che definisco “effimero” per la natura del materiale, la lamiera, che è facilmente rigenerabile in altre forme semplicemente attraverso un processo di fusione e di successiva rimodellazione. La sperimentazione tende a verificare i campi di possibile compatibilità del potere creativo dell’immaginazione con tali strumenti spingendo il prodotto oltre la manualità artigiana. L’oggettuale strutturalità enuncia in modo esplicito l’appartenenza al mondo dell’industria, non in quanto produzione massificata, ma in quanto risultato della possibilità di utilizzare tutta la strumentazione di questa, anche per il singolo pezzo, con raffinato “garbo”.